nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo di intesa che riguarda la radio digitale in italia: un'associazione che coinvolge radio rai nel soggetto raiway, l'associazione delle radio nazionali e quella delle radio locali.
non è chiara la posizione a riguardo di rtl 102.5 che ormai da anni si è smarcata dalle associazioni e dal club dab italia e che in un certo senso ha agito da propulsore per la tecnologia dab/dmb.
per chi legge e non si occupa di questioni radiofoniche, nè di tecniche di trasmissione, spiego che la radio digitale porta la stessa "evoluzione" tecnologica che il digitale terrestre ha portato nella tv. in parole semplici: attualmente una frequenza (ad esempio fm 104.2) trasporta un solo segnale audio, con la nuova tecnologia, invece, ogni frequenza trasporta un numero superiore di canali, in tecnica digitale, quindi con un suono pulito, senza i classici scrosci della fm. diciamo che in tecnica digitale la radio o si sente o non si sente, non c'è via di mezzo.
insieme alla musica, la rete della radio digitale trasporta anche messaggi di testo (il titolo della canzone e l'artista) e immagini (la copertina del disco). volendo può trasportare anche immagini.
Per altro, cambierà la gamma di frequenze: non più la scala dagli 88 ai 108 ma una nuova banda di frequenza. Proprio le frequenze da usare sono state il motivo vero del ritardo colossale nell'avvio delle trasmissioni in tecnica digitale.
il punto è proprio questo: si è aspettato talmente tanto che ormai si rischia di avviare una tecnologia giù superata. ma in questo noi italiani siamo maestri.
la tecnologia dab è stata brevettata quasi 20 anni fa, da allora è cambiato il sistema di codifica, cioè quanti dati si trasportano in uno spazio, che è quello che è successo per tutte le tecniche digitali. immaginate la macchina fotografica, si è passati da 1.3 megapixel a 8, 10 megapixel, Le foto da 200 kb per una sono ora di diversi megabyte. in una memory card dove ci stavano 16 megabyte oggi ci sono 8 giga.
Allo stesso modo, 20 anni fa si trasportavano su una frequenza digitale 10 canali, oggi ne viaggiano 30 e forse più. ma il punto è che oggi ciò che la tecnologia digitale propone è già superato dalle altre tecnologie di trasmissioni, o quanto meno pareggiato.
con l'arrivo del wimax, la tecnologia dmb diventa obsoleta. certo, il vantaggio è che il dmb è una tecnologia broadcast, non un flusso di streaming, quindi non ci sono problemi di capacità. spiego per i meno tecnici. la tecnologia broadcast emette un segnale nell'aria che può essere captato da una o da dieci milioni di persone.
la tecnologia di streaming ha bisogno di banda, cioè di capacità di trasmissione, perchè è come una stanza dove ognuno di noi occupa un piccolo spazio. quando ci sono troppe persone e lo spazio è pieno, non entra più nessuno e quindi il servizio non può più essere erogato.
però il grande limite che è culturale, è aziendale e soprattutto è politico sta nel fatto che si continua a pensare alla radio digitale come qualcosa che si deve per forza ricevere in uno scatolino che sia simile alla radio tradizione. niente di più sbagliato, una forma di miopia senza precedenti.
come molti sanno, ho un amore sviscerato per la tecnologia. a casa mia è automatizzato anche lo sciacquone del bagno, però ho ormai acquisito una certa sicurezza su un principio: non si costruisce un bisogno che non c'è imponendo una tecnologia con un sistema push, cioè spingendola dal basso verso gli utenti.
prendete le videochiamate: è arrivata la tecnologia e nessuno l'ha presa in considerazione, o comunque una percentuale minima di utenti. la tv dentro i telefoni è un grande specchietto per le allodole, ma è un business morto prima di cominciare. in inghilterra virgin mobile che offriva canali tv attraverso il dmb ha già sospeso il servizio.
siamo sicuri che gli ascoltatori della radio sentano il bisogno del digitale? l'esperienza inglese sembrerebbe dire che non è così, perchè il gruppo gcap, principale attore del mercato radiofonico inglese, ha deciso di "disinvestire" dal settore digitale, perchè poco profittevole e lento nella crescita.
se non sono interessati gli inglesi, perchè dovrebbero esserlo gli italiani?!? "perchè qui da noi la radio si sente male" dicono gli imprenditori della radio. ho però una brutta notizia per loro: chi ascolta la radio, quando il segnale è debole cambia frequenza, non diventa matto per continuare ad ascoltare quello che aveva sintonizzato. certo, esiste una frangia di affezionatissimi che vivrebbe appeso ad un antenna pur di sentire il proprio fiorello quotidiano, ma nella stragrande maggioranza l'unica reazione al fruscio è un altro pulsante della memoria.
e sapete perchè?!? perchè le radio sono tutte uguali e quindi passare da una all'altra per sentire meglio non fa grande differenza, tanto i dischi sono tutti uguali e in molti casi i conduttori scarsi. e allora, scarso per scarso, non c'è molta differenza. quindi l'esigenza del digitale è più degli imprenditori che non degli utenti.
ovviamente, parlo del digitale come cambiamento radicale di abitudine per cui la nostra autoradio riceverà in dab piuttosto che in fm. diverso è il concetto di digitalizzazione della radio in senso lato, ovvero come esperienza più avanzata di fruizione dei programmi, sfruttando meglio e al massimo del loro potenziale gli strumenti e i canali di distribuzione che già abbiamo: internet, la tv digitale, il cavo (fastweb) e la tv via satellite, la visual radio di nokia.
poter comprare con un click quello che sto ascoltando, vedere informazioni sulla musica che suona, ottenere informazioni supplementari su dischi e concerti. avere notiziari dedicati su temi specifici o particolari locazioni geografiche: sono alcuni dei servizi che già oggi potrebbero essere erogati sulle piattaforme esistenti.
il ricevitore digitale terrestre ha una tecnologia, l'mhp, che permette di distribuire informazioni supplementari, il satellite anche. non stiamo nemmeno a descrivere quante cose si possono già oggi fare su internet. e vogliamo parlare del potenziale della visual radio di nokia, che già oggi è nelle tasche di milioni di utenti?!?
sono curioso di vedere quello che capiterà. a furia di firmare accordi, protocolli, intese, piattaforme cumuni, si rischia di mettere la radio digitale sul mercato quando ormai non servirà più, perchè la tecnologia ci avrà presentato qualcosa di meglio. peccato.
Comments
a mio modesto parere non interessa troppo se la radio mi darà la possibilità di avere milioni di informazioni...c'è internet,qualche negozio di musica,e.....Miky e Luca e Grant e la Monica e Fausto e le Donne Al volante............
Buone firme.....
grazie per la spiegazione Luca.
stiamo a vedere.
Credo che la maggior parte dell'utenza radiofonica ascolti i programmi in macchina, in ufficio o a casa, ma mentre fa altro, probabilmente non facendo troppo caso all'eccellenza del segnale: costringere l'ascoltatore a dotarsi di un nuovo ricevitore digitale per avere un segnale migliore equivarrebbe, per me, ad un tentato suicidio da parte delle radio ...
le internet radio secondo me hanno gia' superato la radio digitale , ascoltare Umberone a mosca o 101 new york a paderno d'adda non credo siano alla portata del digitale................
buongiorno direttore!!
oh...devo trovare una scusa decisamente meno onerosa per passare qualche ora a casa.... però risertivi, stamattina, è stato davvero splendido!! mi sei costato un botto.. però così ne valeva la pena (be'.. quasi.. ;)) )! graziee!
Ecco:
..grazie a offair (e soprattutto a Play) che ci ha fatto incontrare, e ci ha fatto incontrare...
(e questo sono proprio io!)
auguri bloggers