non so perchè ma ieri pomeriggio ho sentito l'esigenza di fermarmi e ascoltare alcune cose di michael jackson, di vedere immagini di lui, delle sue performance.
ricordo ancora il primo concerto che ho visto: stadio flaminio, 1988. arrivato sul palco con precisione svizzera, spettacolo oltre modo avvincente per la grandiosità di alcuni dettagli.
poi è arrivato a monza, era il 1992. spettacolo incredibile con lui (o forse una controfigura) che volava via sulle note di man in the mirror, dentro una specie di tutta spaziale con reattori sulle spalle.
ieri è finita un'epoca, non è solo morto un mito della musica: è finita l'epoca delle star che facevano cose incredibili, costosissime, dell'altro mondo. oggi i cantanti arrivano dalla cassa dell'esselunga, durano due stagioni e poi sciolgono l'aspettativa e tornano a chiedere "ha la tessera?!?"
ho messo l'esibizione del superbowl, perchè penso che costruire una performance così avesse qualcosa di magico, un ingegno che va oltre l'immaginario normale, una bravura sicuramente senza pari. ma quel mondo lì è finito. la musica non si vende più, i margini sono risicatissimi, le rockstar vengono demolite con una facilità pazzesca da entertainment weekly. il mondo è semplicemente cambiato. e non ho mai il pensiero se è meglio o peggio, è semplicemente diverso.
ecco perchè quelle esibizioni lì non le vedremo mai più, non saranno mai più così grandiose, così quasi sfacciate per l'esibizione di potenza, di culto della personalità. il culto continua ad esistere, ma i soldi (o forse la goliardia) per far volare via i cantanti no.
ieri ascoltare alcune note di michael jackson mi commuoveva: you are not alone, man in the mirror, liberian girl. a me sono sempre piaciute e non usciranno mai dalla memoria; non so i testi di ligabue, ma questi li ricordo tutti perfettamente a memoria, ci sarà una ragione, a parte il recente deperimento del mio neurone stanco.
ieri ho sentito che un pezzo della mia vita si è chiuso con la morte di un mito che l'ha percorsa: che strano, la mia vita che ha uno scossone per la morte di uno che nemmeno conosco. eppure mi accorgo dalle storie degli altri che anche la mia cambia.
è ora di diventare adulti. non c'è più tempo per far finta che non sia così. e lasciatemi suonare thriller un'altra volta. non sarà comunque l'ultima.
Comments
poi ci rifletti un attimo e ti accorgi che le sue canzoni hanno punteggiato la tua vita, sono state presenti in tanti momenti significativi, ti hanno visto piangere e ridere e crescere... è come un binario parallelo al tuo che d'un tratto si ferma e tu sai che vedrai quel puntino allontanarsi e diventare sempre più piccolo...
ma per fortuna la musica viaggia veloce e per tanto lontana che sia arriva sempre a destinazione
Jackson è stato un grande e resterà nella storia, anche se a me non piaceva....
che Dio l'abbia in gloria!